Flai Cgil Ascoli Piceno: E’ il momento di ripensare il sistema agricolo, per garantire diritti ai lavoratori, trasparenza e legalità. / Apriamo subito un confronto tra parti sociali e Istituzioni per un lavoro agricolo di qualità.

19113938_10213248020857689_7755793694080329406_nLa crisi sanitaria che stiamo attraversando ha messo in luce esigenze nuove e ha evidenziato vecchi problemi del nostro sistema produttivo. Nei giorni più difficili della crisi sanitaria tutte le Istituzioni del Paese si sono accorte dei problemi legati al lavoro in Agricoltura e delle difficoltà che la produzione agricola stava affrontando, e non in ultimo della necessità di emersione di rapporti di lavoro sommerso. Per chi come noi rappresenta i lavoratori agricoli, tali difficoltà sono ben note da tempo, e purtroppo spesso vengono riversate sui lavoratori e ci vengono ricordate dalle notizie che ogni tanto incrociamo circa fenomeni di sfruttamento in varie zone del Paese, e ultimamente anche nel nostro territorio.

Non è un caso che il lavoro in agricoltura è il più esposto alle infiltrazioni della criminalità e il più esposto ai fenomeni del lavoro nero e grigio.  Proprio per questo ci sembra il momento di avviare un confronto serrato con le associazioni datoriali, le Istituzioni locali, oltre che con chi ha le responsabilità ispettive e di controllo.

Daniele Lanni, Segretario Generale della Flai Cgil Ascoli Piceno spiega: “In questi mesi di crisi sanitaria tutto il Paese si è accorto del ruolo fondamentale che l’Agricoltura, insieme a tutto il settore dell’alimentare, svolge per i cittadini e per l’economia tutta. Le Aziende nei prossimi mesi affronteranno una sfida importante e avranno accesso a fondi pubblici a fondo perduto per rilanciare la loro attività e l’occupazione nel settore agricolo.”

“Su queste premesse vogliamo aprire un confronto da subito. – continua Lanni – E vogliamo farlo con le associazioni datoriali e le Istituzioni, perché siamo convinti che l’Agricoltura e il Florovivaismo debbano rappresentare un settore nevralgico per ripensare l’economia del nostro territorio dopo il Covid-19. Questo però significa ripensare profondamente il sistema dei diritti e delle tutele per mettere in sicurezza i migliaia di lavoratori che sono impiegati in questo settore.”

“Apriamo un confronto, che si fondi sull’istituzione sin da subito della “Rete del Lavoro Agricolo di qualità”, che nel nostro territorio non è ancora partita, e che viva anche durante il confronto che stiamo avviando con le Associazioni Datoriali per il rinnovo del Contratto Provinciale di Lavoro dell’Agricoltura. – spiega Lanni – Sono passi fondamentali, anche se non sufficienti, per mettere in sicurezza il settore dalle infiltrazioni della criminalità.”

Conclude il sindacalista Flai Cgil: ”Se vogliamo che l’Agricoltura sia centrale nella ripartenza del sistema economico del Piceno, non possiamo permetterci di sentire troppo spesso di casi di sfruttamento, di lavoratori che lavorano più di quanto previsto dal contratto, o a cui vengono segnate metà delle giornate realmente lavorate, o addirittura che lavorano senza contratto e senza tutele. Per questo chiediamo sin da subito di sederci intorno ad un tavolo, lavorando insieme per affrontare la situazione, sfruttando le opportunità che la norma sull’emersione del lavoro nero ci fornisce, per dare al mondo agricolo del Piceno un futuro degno.”

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