Referendum Lavoro: Abbiamo dimostrato che la Precarietà si può battere / Ora nostro obiettivo sarà liberare il lavoro.

0001 (1)UN PRIMO SUCCESSO RAGGIUNTO È IL DECRETO DEL GOVERNO IN MATERIA DI VOUCHER E APPALTI VARATO IL 17 MARZO.

È un risultato importante, frutto dell’iniziativa di questi anni nei luoghi di lavoro, nelle piazze, con la raccolta di firme per la Carta dei Diritti Universali e per i quesiti referendari.

Noi non smobilitiamo e continuiamo la campagna perché:

  • Qualunque decreto legge ha valenza provvisoria per 60 giorni, se non convertito in Legge, decade e perde efficacia fin dall’inizio.
  • Anche una legge approvata dal Parlamento deve essere vagliata dalla Corte di Cassazione, che è l’unico soggetto che possa ritenere superati i quesiti e non più necessario lo svolgimento dei referendum.

Se nel nostro paese saranno cancellati i voucher e sarà ripristinata la responsabilità di tutte le imprese verso lavoratori e lavoratrici degli appalti, questo favorirà la discussione e l’approvazione di nuove regole universali del lavoro che superino la precarietà, realizzino l’uguaglianza dei diritti e garantiscano dignità a tutti i lavoratori e le lavoratrici.

E’ un risultato importante perché dimostra che non è impossibile liberarsi della precarietà.

In questi anni di crisi abbiamo dedicato ogni sforzo nel difendere lavoro e diritti. A partire da oggi il nostro obiettivo sarà LIBERARE IL LAVORO.

 

Abrogazione dei voucher? SI

Noi abbiamo proposto di abolire i voucher (artt. 48,49 e 50 del dlg 81/15) e il Governo con il decreto legge lo ha accolto. Ora è indispensabile che il decreto si trasformi in una norma legislativa, votata dal Parlamento. Negli ultimi anni i voucher, anziché essere strumento accessorio e/o occasionale, hanno sostituito i contratti di lavoro, soprattutto nelle imprese che sono state grandi utilizzatori. Così l’uso massiccio dei voucher, in alcuni settori, ha provocato una ulteriore precarizzazione.

L’alternativa all’abrogazione dei voucher non è affatto il lavoro nero.

Noi abbiamo proposto, nella Carta dei Diritti Universali del Lavoro agli art. 80 e 81, una norma che prevede la possibilità di un lavoro occasionale, rivolto a determinate tipologie di persone, utilizzabile dalle famiglie, di natura contrattuale senza che questo significhi burocratizzarne l’utilizzo, che assicuri a coloro che vengono impiegati pienezza contributiva, previdenziale ed assicurativa.

 

Responsabilità solidale negli appalti? SI

Noi abbiamo proposto l’abrogazione di una parte di norma (art. 29 del dlg 276/03) e il Governo con il decreto legge lo ha accolto. Ora è indispensabile che il decreto si trasformi in una norma legislativa, votata dal Parlamento.

Ripristinare la vecchia norma significa impedire che ci siano differenze di trattamento tra chi lavora nell’impresa committente e chi opera nell’impresa in appalto o nella catena dei sub-appalti.

Garanzia quindi degli stessi diritti e delle stesse tutele per tutti coloro che lavorano nell’ambito della stessa unità produttiva, cantiere, luogo di lavoro, o che sono coinvolti nei processi di esternalizzazione.

Si ripristina una eguale responsabilità tra committente ed appaltatore e ciò spinge l’impresa committente ad esercitare un controllo più rigoroso di tutta la filiera, facendosi garante della corretta applicazione di norme e Contratti.

 

I NOSTRI IMPEGNI

Quando il decreto sarà convertito e definitivo, il risultato di aver abrogato i voucher e ripristinato la responsabilità negli appalti aprirà la possibilità di cambiare e migliorare la qualità del lavoro nel nostro Paese e di avviare una positiva stagione per riaffermare diritti e dignità del lavoro per tutti e tutte.

L’impegno della CGIL per migliorare le condizioni di lavoro continuerà a partire dalla discussione, nelle Commissioni Lavoro del Parlamento, della proposta di legge di iniziativa popolare “CARTA DEI DIRITTI UNIVERSALI DEL LAVORO”. È una proposta autonoma e coerente che ha l’obiettivo di realizzare l’uguaglianza sostanziale fra chi vive del proprio lavoro, a prescindere dalla natura del suo contratto, dipendente o indipendente.

Abbiamo lavorato su un progetto del tutto nuovo, in un’ottica non di resistenza ma di attacco e per costruire una prospettiva che punta a condizionare il futuro.

In questi anni di crisi siamo tutti stati impegnati a difendere con la contrattazione posti di lavoro e qualità del lavoro: abbiamo rinnovato i contratti nazionali, vogliamo estendere la contrattazione decentrata nei territori e nelle imprese, abbiamo riaperto una prospettiva diversa in materia di pensioni per anziani e giovani, abbiamo affrontato decine di migliaia di crisi aziendali.

Ancora oggi gli obiettivi che ci poniamo restano la difesa dei posti di lavoro e la creazione di posti di lavoro di qualità soprattutto per i giovani, attraverso investimenti pubblici e privati e un sistema di ammortizzatori sociali che protegga chi il lavoro lo cerca o lo ha perso.

Un piano straordinario per l’occupazione è una delle proposte che abbiamo presentato, a partire dalla difesa del suolo, della valorizzazione del patrimonio artistico e culturale, di un sistema di welfare universale, utile a creare lavoro di qualità ed a ridurre le diseguaglianze.

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